21 12 2013 Weissmaten. Monte Rosa. Motivazioni.

Sto provando a stare fermo. Questa settimana mi dico che starò fermo. Tempo così così, far risposare il ginocchio, un sacco di buone motivazioni.  Sono le dieci e mezzo del mattino. Guardo il solito grigio solido novarese. Ho resistito fin troppo, in dieci minuti mi cambio e butto gli sci in macchina. 

Il Weissmaten forse è uno dei posti più vicini da qui, è poco più di un’ora e mezzo da Novara. Arrivo al parcheggio sotto gli impianti. Metto le pelli e parto. Arrivo in cima agli impianti, dopotutto non mi fa ancora molto male questo ginocchio, ho solo fatto 700 metri d+, una cosa ridicola rispetto i carichi che facevo gli anni scorsi, ma visto con gli occhi di adesso è un traguardo. Mi fermo e penso di togliere le pelli, poi però mi dico di andare a dare un occhio a cosa c’è intorno. Lascio i laghetti sulla destra e poi decido di risalire la valle appena dietro. Dopo un po’ sono immerso nel silenzio. Boschetti radi di pini e sassi enormi in granito che spuntano dalla neve. Devo essere sopra una morena. Mi guardo attorno e ci sono un po’ di cime rocciose. Ne scelgo una, completamente in ombra, con un canale che risale elegante fino quasi in cima. Inizio a battere la traccia. La neve finalmente è morbida, affondo gli sci, il ginocchio inizia a farsi sentire. E’ tardi e sta iniziando il buio, salgo ancora un po’ di curve e poi capisco che è arrivato il momento i girarsi e scendere.

Strappo via le pelli, Fa bello freddo, infilo una felpa e anche il goretex. Tiro gli scarponi, e infilo i guanti, dopo averli scaldati un attimo dentro la bocca. Non ho portato nemmeno un pacchetto di crackers, una delle cose fondamentali nel mio zaino, cazzo. qua attorno ci sono un po’ di cosette interessanti da venire a vedere. Metto le punte degli sci in discesa e parto.Guardo giù e penso che se il dio delle valanghe non ha niente da obiettare mi diverrò un sacco. 

Le prime curve belle tirate e larghe, poi però prendo un paio di sassi. Tiro ancora delle curve,ma poi sento ancora raschiare i sassi sotto gli sci. Cazzo, inziamo presto a massacrarli ‘st’anno dico e poi decido di rimanere leggero e non tirare le curve. Poi ritrovo la pista e scendo giù sul duro. Non riesco proprio a capire il senso di scendere sulle piste battute. E pensare che rompono anche il cazzo agli scialpnisti che risalgono le piste. Mah, il mondo va proprio al contrario. io abolirei gli impianti, ma se proprio devono esistere, posso capire risalire sul duro (le pelli scorrono meglio se non devi aprire la traccia), ma per scendere, Che cazzo di senso ha? Dopo aver fatto due curve ai settanta orari, poi che gusto rimane? 150km di piste in questo comprensorio, ma cazzo sono tutte uguali, la sensazione è sempre la stessa, cosa rimane?
Detto ciò arrivo in fondo. Il buio sta iniziando a mangiare tutto, ho avuto un buon tempismo a non andare avanti. Sarei dovuto scendere in frontale. 

Infilo gli sci in macchina e vado al bar per un thè caldo. Il tempo di una cotta per una ragazza col viso pulito tornata da un allenamento di ski alp (berretto di lana/ giacca a vento con scritta Mezzalama e pantaloni stretti del body da ski alp / scarpe da corsa in montagna), di un po’ di caldo e della nostalgia per Angi con conseguente presa a male, e di nuovo sono al parcheggio, fuori. Accendo il motore e metto il CD degli Ampere. 

Guido a casa decidendo di non prendere l’autostrada e mi perdo tre o quattro volte. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.