25 12 2013 Gola della Rossa. Natale

E’ difficile stare al passo con le persone.
Dopo mesi di Milano sono tornato a casa. Gli amici diciamo “storici”,quelli con cui ho giocato tutta l’infanzia sono sempre molto difficili da beccare. Fra i religiosi e quelli che hanno pranzi e cene coi parenti, diventa sempre un dramma quando torno trovare qualcuno che mi accompagna in montagna. Quando scrivo un sms ad An immagino di non avere la minima possibilità. “Mi vieni a far sicura un paio d’ore?”
Poi però arriva la risposta inaspettata: “ci sono dopo pranzo”.
“Bomba. Alle due sono sotto casa tua.”

Decido di tentare nella zona della Gola della Rossa. E’ un posto che sarebbe fighissimo, se la mente umana non lo avesse massacrato e reso orrendo. Le cave distruggono qualsiasi cosa, fanno saltare porzioni enormi di montagna con le mine e la statale puzzolente ci passa vicino.
Tuttavia c’è una specie di piccola grotta in cui non batte il vento e le macchine sembrano un po’ più lontane, quindi non fa molto freddo, cosa che il 25 dicembre è piuttosto rara.

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Facciamo una vietta di riscaldamento “Minkia Mouse” o qualcosa del genere, brutta,corta e sconsigliata. Poi provo il 6b “Daliallah” e non è male. Buconi e strapiombo, di sicuro non il mio stile di arrampicata,però la via non è male. Poi una via dentro un diedro dove faccio un incastro spingendo con la testa nella roccia, fighissima.

Si sta in felpa e il clima è perfetto. E quando sto per attaccarne un’altra il tempo è già scaduto. Osserviamo il buio calare, riordiniamo l’attrezzatura nello zaino e ce ne andiamo a casa di Mik per una pizza e la prima partita di risiko della mia vita.
I giochi in scatola mi hanno sempre fatto paura, come i film. Devo veramente stare bene con una persona per assecondarla in un’attività che si svolge in gran parte da seduta. Però volevo ricordare questo Natale per qualcosa, quindi ho giocato. Mi sono fatto ammazzare con delle prevedibili mosse suicide tentando invasioni perverse e sono tornato a casa. 

Il Natale è semplicemente l’ennesima conferma che nella vita siamo più importanti come consumatori che come esseri pensanti. Credo che alla fine però, tolta la freddezza dei regali, le stronzate religiose, l’olocausto di animali per imbandire i cenoni degli imbecilli, è bello avere un’occasione di vedere le persone che vedi di rado. Arrampicare un paio d’ore mentre le strade non sono intasate di regolari che corrono sul posto di lavoro a farsi succhiare la vita.

Basterebbe questo per il Natale. Rimanere un minuto a pensare a quanto è bello l’inverno se guardi le cose con uno sguardo consapevole. Di plastica e posti devastati al mondo, ce ne sono già a sufficienza.

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