La perfezione del fallimento

“Tutto quello che potevi provare l’hai provato. Ti rimane l’operazione”.

e così è. Ho provato di tutto, ma non ha funzionato. Dovrò operarmi. Dopo 7 operazioni chirurgiche e 17 fratture, diciamo che, di andare all’ospedale, mi sono anche un po’ rotto il cazzo.
Non so se questa operazione mi restituirà mai all’ultramaratona. 
Per quanto ne possano dire, le promesse che mi avevano fatto i dottori prima di dover smettere di correre in bici, si sono rilevate un sacco di stronzate. 

Vedo tutto come la perfetta fine della mia vita nell’ultramaratona. Inizi. Ti impegni come un bastardo per arrivare a buoni livelli. Tutto diventa così importante, da essere una delle cose più importanti della vita. Un giorno penso: “se c’è qualcosa di cui non credo che non potrò mai fare a meno, è la corsa.” Dopo qualche mese la passione enorme e la fatica fanno maturare dei frutti. Le gare iniziano ad andar bene. Ti ritrovi iscritto alla gara più importante della tua vita. Passi notti sveglio a pensarci. Passi ore ad allenarti. Passi il tempo a prepararti. Passi giornate a pulire le scarpe dal fango incrostato per renderle più leggere. La deprivazione e la disciplina ti cambiano il fisico e il modo di pensare. Ti senti pronto, del resto è una delle cose nella tua vita che per te ha una reale importanza.
Poi non puoi più correre.
Non puoi più correre e forse non potrai più correre.

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