13 03 2014

incompletezza. 
Io non credo che ognuno di noi debba per forza avere un motivo che giustifichi la propria esistenza su questa terra. Io credo che io non sono semplicemente in grado di raccontarmi una scusa abbastanza convincente per illudermi di essere necessario. E alla fine credo che molte delle persone che ho intorno siano molto più brave a raccontarsi scuse che ad ammettere la verità.

Tutto quello che so è che mi piace correre,tanto. Mi piace far fatica e soffrire, se sono io la causa di ciò. Mi piace pensare e farmi domande, anche se di solito non trovo risposte. Mi piace correre perché mentre corro tutto sembra meno importante, e, soprattutto un po’ meno una merda.
Voglio dire, ho quasi trent’anni, non ho prospettive, mi pagano 2,5 euro e sono in stage a Milano, che è uno dei posti più merdosi sulla faccia della terra. Non ho un’autonomia economica (non riesco neppure a pensare di poter comprare una nuova corda per arrampicare, figuriamoci un furgone o qualcos’altro),ho rovinato l’unica relazione a cui tenevo. E in tutto ciò non riesco a smettere di pensare “cazzo, non posso correre,quanto vorrei essere fuori adesso.”

Non lo so.
Forse la mia abilità è di rovinare le cose, ma quando corro mi sembra tutto un po’ meno pesante, e i miei fallimenti (leggi la mia vita) mi sembra accettabile. 
Il 24 di questo mese vado a sentire un dottore per farmi operare, speriamo bene
Spero bene.

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