operazione, 16 aprile 2014

ok ci siamo.

Il 16 aprile mi opero. Teso e felice.
è solo l’ennesima operazione a cui mi sottopongo, ma è proprio questo a preoccuparmi un pò. Ultimamente soffro di paura da dottori, non mi piace ritrovarmi sul letto di un ospedale, gli aghi i camici le pasticche e forse, sono stufo anche del dolore chirurgico. 
Anche se, ad essere sinceri, la cosa che più mi fa paura è la stessa di sempre: l’immobilità. Ho paura, una fottutissima paura di non poter tornare a correre. Mi sto facendo operare al ginocchio solo per poter tornare nel mondo delle ultra, e basta. Se la cosa non dovesse andare a buon fine, sarà un grosso fallimento. Anche se in questo anno mi ci sono roso il cervello, non so se prenderei questo cambiamento in modo positivo.

Io non so fino a che punto una passione possa essere positiva. Quello che ho imparato nel corso della vita è che di solito per quanta passione tu ci possa buttare su una cosa, per quanto ti possa impegnare, le cose difficilmente cambiano. le persone dimenticano in fretta, e quasi nulla rimane mai. 

Nelle ultra mi sembrava di aver trovato il mio equilibrio.
Mi riconoscevo in questo. 
Il fatto che per quanto tu ti possa impegnare non cambia la natura che hai attorno, che è un impegno enorme assolutamente inutile. Che fatichi, sei felicissimo, soffri, ti incazzi e vorresti piangere, per una cosa che ha senso solo per te stesso.
Qualcosa che hai scelto tu, di profondo e intimo. 
Per cui vale la pena qualsiasi cosa.
Qualsiasi cosa.

Essere disposti ad accettare quello che viene. Riuscire ad accettarlo.
Forse tutti questi anni di fatica non mi hanno insegnato abbastanza.
Ad accettarmi proprio non ci riesco.

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