casa dolce casa

Partito per Milano ho puntato dritto dritto al Lago di Garda. L’ultimo giorno di lavoro, nemmeno a farlo apposta, c’era una mail di Scarpa, dove mi si chiedeva se potevo essere interessato ad una collaborazione. Colloquio?ok. Quando? settimana prossima, ti facciamo sapere.
Perfetto, intanto sto qualche giorno sul Garda. Mi faccio sistemare il dente e poi vado a vedere cosa dicono.

Ho scritto a Miki che ha risposto al volo: “sono in Montagna Pacone, il tempo di scendere e arrivo, stasera sono li in furgone”. Mitico. Poi anche Metti “domani sono lì, viene pure Mosci.” Che figata. 
Ho guidato da Novara al Trentino, ci ho messo una vita, mi sono goduto il viaggio. Arrivato: lago, montagne, aria pulita. Non resisto, lascio la macchina sulla prima piazzola e metto i piedi in acqua. Gelida.
Favoloso.

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Non so se ci si affeziona ai posti. Se è solo il nostro stato mentale, o se esistono sul serio le vibrazioni positive. Difficile sapere se i legami che stringi con le persone abbiano anche a che fare in qualche modo con il posto dove sei, o se esse siano influenzate dal posto in cui vivono. Io in Trentino mi guardo attorno e penso che sia più o meno il posto in cui mi sento meglio, quello che potrei abituarmi a chiamare casa.
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Poi arriva Miki, andiamo a dormire col furgone in un parcheggio sotto degli ulivi, al mattino ti svegli e vedi il lago: bello. 
Scendiamo il mattino, ci infiliamo la muta e nuotiamo per un po’ nell’acqua gelida: ovviamente partiamo troppo forte e dopo poco siamo cotti. Poi arrivano gli altri, passo una giornata mega rilassata e poi la sera dormo in un camping a bordo lago. La notte si dorme poco, il vento fustiga la tenda e durante uno dei risvegli sogno di essere in Patagonia.
Il mattino riparto per Trento, otturazione al dente, serata con delle birrette, incontri con altri amici e la sera decido di andare a piazzare la tenda ai Bindesi, un posto in collina dove fra le altre cose -sono andato a correre con qualsiasi condizione climatica, ho baciato Angi e passato la notte insonne con lei prima della proclamazione di laurea, ho fumato spinelli con Metti, ho visto il tramonto, ma mai l’alba. 
Quindi ho passato la notte (molto umida ha piovuto di brutto) su. 

Il giorno dopo colloquio da Scarpa, anche se loro mi avevano detto che il capo era troppo impegnato per ricevermi… non è che Asolo sia dietro l’angolo, quindi sono passato

Dopo essermi infilato una polo pescata a caso fra la roba del trasloco di Novara e aver sputato nel parcheggio il dentifricio con cui mi sono lavato i denti ho fatto il colloquio. Un’ora e mezzo dopo ero di ritorno per le Marche. La pianura è diventata ancora più pianura, poi le colline morbide,poi il mare, poi le colline più accentuate, e alla fine le colline piene di cicatrici delle cave delle Marche, le strade piene di buchi, le fabbriche quasi tutte chiuse, il profumo di ginestre, casa mia. 

Milano è un ricordo lontanissimo.

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