di spugne gettate e buchi nell’acqua

è in gran parte grazie agli infortuni che ho iniziato a leggere, a disegnare(http://privazione.tumblr.com), a dipingere, a fotografare, a scrivere, ad ascoltare la musica (anche se è più bella quando corri), a collezionare vinili, a fare yoga, a scrivere con la sinistra, a lavorare a maglia, a riparare bici e motorino, a nuotare, a lavorare al pc, a vedere lo sport in tv, a scommettere sulle partite, a fare murales, a fare le passeggiate inutili avanti e indietro sul corso, a fare danni e prendermi denunce, a fare danni e non prendere denunce, a fare cose che le persone normali fanno. Ma non so se sono realmente felice di ciò.

Stanotte mi hanno fatto male le ginocchia. Più quella operata,ovvio, ma anche l’altra. Che poi preferirei la sinistra, che se le operazioni funzionassero sul serio, andrei sotto ai ferri di nuovo e fanculo tutto. Se potessi commutare il poter tornare a correre con un po’ di dolore mi farei operare senza anestesia adesso, e non sto scherzando. 
E invece non funziona così. Sarà a causa del tempo che cambia, sarà dovuto al fatto che ho ricominciato a fare un po’ di palestra (15 minuti di bicicletta orizzontale), sarà che ho nuotato troppo, che ho beccato un branco di imbecilli come dottori, che io non sono in grado a stare fermo. Non lo so, a questo punto sul serio, non mi interessa. 
Sono stufo di tutto. Sono stanco di promesse non mantenute, pacche sulle spalla, illusioni. Onestamente non credo che riuscirò a tornare a correre, ho male a pedalare 15 minuti, figuriamoci correre 30 ore. Non dico di gettare la spugna, ma è veramente difficile. Dovrei scrivere Acido Lattico e non riesco a confrontarmi col foglio bianco, da giorni. Non ho niente di bello da dire, non che di solito lo abbia, ma stavolta ho voglia di mollare. Apro facebook e ho la bacheca piena di gente che corre gare: lo chiudo al volo. E poi quelle cavolo di maglie che ritrovo nell’armadio e le medaglie appese in giro. Perché non imparo mai niente? Mi è successa la stessa cosa con la bicicletta e ci sono ricascato, ancora una volta. 
Ho paura di pensare a quel giorno in cui mi ritroverò ancora una volta a buttare tutto in uno scatolone, a strappare foto e a impacchettare tutta l’attrezzatura resa inutile. A cancellare questo blog, quello che scrivo ora e a provare a non darmi così tanto fastidio da solo, provando a dimenticare, impegnando tutto me stesso a non pensare di dover essere per forza me.

Dimenticare tutto, i giocattoli rotti non servono a niente. 
Non lo so. Io provo a tenere botta, anche se, parliamoci chiaro, è difficile. 
Se lanci un sasso in aria poi torna sempre per terra.
Torna sempre per terra.

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