Sarà di nuovo inverno prima o poi.

Pensi al fatto che vorresti la neve. Pensi al fatto che la tua ragazza ti ha scaricato un anno fa e le persone ti dicono “non ne ritroverai mai una così” e pensi che, forse, cazzo, potrebbero aver ragione. Pensi che le cose finiscono, che la neve arriva ogni anno e adesso è ancora estate. Pensi che le giornate sono lunghe, che dovresti essere fuori ad arrampicare e fregartene del ginocchio a cui stanno facendo la tecar, che probabilmente non funzionerà, come al solito. Pensi che forse è vero che preferisci il freddo. Che le cose se ne vanno e non ritornano. Che l’anno scorso per sciare quando era troppo caldo una valanga ti ha quasi seppellito nelle memorie di, dai siamo sinceri, in realtà poche persone. Non fiori, ma imprese alpinistiche. “uscite a divertirvi invece di piangere” avresti voluto vederci scritto sui cartelli in giro. Pensi che la montagna non ha risposte, ma altre domande. Però c’è il silenzio, la neve sotto agli sci, la montagna che decide se una cosa va cancellata o no. E le scie sulla neve vengono via col vento e le parole in fondo non contano poi troppo, quello che conta è quando sei libero di testa e tutto fila per il verso giusto, perché stai scendendo una discesa ripida e non puoi sbagliare. E viviamo una vita in mezzo al rumore e alle persone che parlano e poi alla fine cerchiamo tutti solo il silenzio. 

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