5 mesi in provincia di treviso

Veneto, provincia di treviso. Questo è l’unico posto nella mia vita in cui ho vissuto dove, dopo 5 mesi, non ho nemmeno un amico. Ho sempre volutocredere che la Lega fosse qualcosa di folcloristico, ma che in realtà non
esisteva, tipo il neoluddismo.

“Saresti anche un bravo ragazzo se non fossi terrone”

Invece il leghismo e tutto ciò di correlato (xenofobia,
razzismo, omofobia, sessismo, cristianesimo) sono più vivi che mai da queste parti.
Se me lo avessero detto non ci avrei creduto.

“Qui c’è da fare straordinari, mica è come da voi.”

Non ho un singolo amico con cui bere una birra la sera e
raccontargli che – tra l’altro, le Marche sarebbero “Centro Italia” e non Sud, non
che mi cambi un cazzo, solo che, mettetevi nei miei panni. È come se uno ogni
volta ti dicesse “negro di merda”. La cosa sembra ancora più assurda e idiota
se sei bianco, no? – Mi viene in mente la canzone dei Minor Threat , ma non posso
ascoltarla.

“Chi? Daniele, Stefano. Com’è che ti chiami? Il ragazzo del
Sud qui”

Vengo ripreso al lavoro perché sento la musica con le
cuffiette. Guardo il calendario. Siamo nel 2015.

In palestra ho chiesto alla segretaria se esiste un posto
dove bere una birra e vedere qualche faccia giovane, che sono nuovo da queste
parti e non ho nessuno con cui uscire. Si, qui ci facciamo tutti i fatti nostri
ha risposto.
Vado in sala e mi metto a fare gli
addominali, anche se odio farli.
Non c’è una persona che non parla in dialetto stretto. La cosa merdosa è che
capisco ogni parola, avendo vissuto per un bel po’ a Trento, dove quasi tutte
le parole sono simili. Il veneto è solo più sgraziato, rozzo, sporco, arrogante
e goffo. In generale. Il complesso di inferiorità col Trentino è schiacciante,
dove tutto è più bello, ma dove sono convinti sia così perché è una regione a
statuto autonomo e non perché le persone sono un po’ più aperte, flessibili e
intelligenti e tutto il resto. Chiedete a un texano cosa ne pensa di un
canadese.  
Quando il weekend supero il cartello con scritto veneto sbarrato di rosso tiro
un sospiro di sollievo.
5 mesi. Il panettiere stamattina era diffidente.
Di dove sei tu? (ovviamente in dialetto)
Sono nato nelle Marche.
Ah, nel meridione.

Si, nel meridione. Dove mediamente fa più neve che in sto
buco di culo di merda fra le fabbriche. Dove i vecchietti stanno al bar a
giocare a carte invece di rompere il cazzo ai giovani e continuare a menarla
sul lavoro, sulla provenienza geografica o sulle vostre stronzate feudali.
C’è un tratto di strada nella provincia di treviso, andando verso belluno, dove
le uniche due stazioni radio che prendono sono Radio Maria e Radio Padania. Mi
sento terribilmente solo e vorrei tornare a casa. Fra le colline o a Trento dai
miei amici, o in qualsiasi altro posto dove qualcuno mi sorride.

Non ho mai pensato di avere una casa, o un posto da
considerare tale, ma ogni tanto telefono ai miei genitori sperando che
rispondano in fretta.

Come va?

Bene. Bene.

Non esci stasera?

No, sono un po’ stanco.

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