Morocco again

quante volte controllo il cellulare. Sono comunque troppe. 
Il tipo col carrello del pane appena sfornato è accanto a quello col banchetto della frutta fresca, che è accanto a quello con la carne appesa, che è accanto alla griglia. 
Prendi del pane e scegli delle verdure e ti fai grigliate tutto con delle spezie. 
In Marocco le zucchine hanno sapore, le cipolle hanno sapore, i pomodori hanno sapore. Il cellulare non prende. Le montagne da 4000 metri si alzano dal deserto e a due ore di auto c’è il mare con delle onde perfette per surfare. 
Il rumore delle persone contrasta il silenzio di posti enormi, distese infinite, rocce e aria. 
Per arrivare al Jbel Toubkal partiamo da un paese sopra Imlil in cui mio padre ha comprato un territorio, dove siamo accolti con zuppa e thè caldo da un uomo chiamato Ibraim che passa gran parte della giornata raccolto sulle ginocchia a fumare e guardare il cielo. Dentro ci sono dei bambini che ci guardano curiosi e sorridono sempre.  

L’Alto Atlante è una catena montuosa pazzesca, piena di vette giganti e distese enormi. La neve al mattino è parecchio ghiacciata a causa della forte escursione termica, dopo qualche ore smolla un po’ trasformandosi in firn perfetto. Ci sono milioni di canali e discese tranquille, ripide e vette da fare. 
Le persone sono cordiali, regalo i miei calzini usati a uno dei gestori dei banchetti in quota che preparano spremute e mi ringrazia almeno 100 volte. Salam alekum, Omar. Il giorno dopo mi sparo un canale fighissimo che avevo individuato, la vetta si chiama Clocheton. Quando ritorniamo a Imlil dopo tantissime ore di cammino a casa ci abbracciano e ci fanno i complimenti. 

I giorni dopo surfiamo e ce la viaggiamo in giro. Il Marocco ogni volta mi ripulisce delle superfluità, delle stronzate e delle inutili preoccupazioni che accumulo con la vita quotidiana. Ragazzi non vi servono realmente i cerchioni in lega o le mutande firmate. Non vi serve lavorare come schiavi una vita per comprare una casa e ristrutturarla e godervela quando oramai sarete vecchi bavosi a 20 anni dalla bara. Perché le nostre vite sono basate su un futuro incerto (è evidente che potresti morire in qualsiasi momento)? Ma soprattutto perché sono basate su un futuro dove nella migliore delle ipotesi sarai un vecchio stronzo rincoglionito, pieno di soldi, con il BMW e una scatola di viagra nel cassetto per fartelo tirare? Perché non abbiamo il diritto di vivere la nostra vita senza passarla a preoccuparci di inutili stronzate accartocciandoci nelle sedia? Perché quando dico a qualcuno che sono andato a sciare in Marocco mi dice “perché in Marocco ci sono le montagne?” con gli occhi bovini e il sorriso di chi sta pensando “cazzo ci vai a fare in Marocco nel Terzo Mondo?” 
Non lo so.

Prendo il surf e prendo bastonate per tre ore dalle onde e quando esco sono rilassate, felice e in armonia col mondo. Prendo il sole che scalda, prendo il cibo che è buonissimo, il cellulare è spento e non prende. 
Tutto perfetto.

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