Chile trip part 2

Chillan profuma di
ginestre e mimose. è un posto che è stato devastato dal terremoto meno di 5
anni fa. Ho comprato delle cuffiette e sto ascoltando in loop le tre canzoni
che ho sul cellulare. è assurdo come la musica possa influire sulla mia
giornata. Mi viene in mente quando un paio di volte mi è capitato durante una
gara di pensare “ok sono finito, ma ora accendo l’ipod e mi riprendo.” per
poi trovare puntualmente le batterie scariche per il freddo.

Scendo lungo una delle vie
principali piena di ragazzi che pomiciano sulle panchine, un gruppo fa rap
freestyle, qualcuno va in bicicletta. è bello vedere le persone vivere questa
città. I posti fanno belle le persone che ci vivono e viceversa. 

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Vado al mercato dove una
signora sta tessendo dei berretti in lana acrilica. Ne compro 3. Poi vado al
parco e faccio qualche trazione alla sbarra e una serie di addominali. Compro
un succo d’arancia.

Esiste solo un trucco per
viaggiare bene da soli. Abituarsi a stare da soli. 

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 …

Un ragazzo guarda fuori
dal finestrino con gli occhi tristi.

Stanotte mi ha risposto
Andreas Trolf. Gli avevo scritto qualche mese fa per ringraziarlo di aver
scritto quello che ha scritto e che mi ha semplicemente cambiato la vita col
suo racconto (circa 15 anni fa). Quando ho ricevuto la risposta ho pensato che
delle volte è bello dire quello che si pensa a qualcuno.

“I’m very happy to get a
thoughtful message like yours. After all, I’m just some dude sitting in a room
somewhere–it makes me glad to know that anything I’ve done is appreciated.”

Mi ipnotizzo guardando le
ripetitività della strada. pali della luce, alberi, distese erbose e guardrail.
Leggo e scrivo e faccio uscire fuori un pò di cose che ho dentro. Il viaggio ti
ridimensiona, come le distanze. Rimango nel silenzio pieno di rumore dei miei
pensieri. Il difficile è trovare una persona con cui stai bene quando c’è
silenzio. è tipico di me, cercare di colmare i silenzi cercando di parlare un
sacco. in verità ti accorgi di star bene con una persona quando i silenzi non
sono imbarazzanti, a parlare sono tutti molto bravi. 

Gli spazi diventano sempre
più grandi e le case più distanziate. Inizia a piovere e quando mi sveglio
piove ancora. Grosse gocce d’acqua che si appiccicano al finestrino. In Chile i
viaggi in autobus sono comodissimi e non ti annoi mai. Arrivano a rotazione
persone che vendono il giornale, empanadas, dolcetti, frutta, il controllore
passa almeno tre volte a controllare il nome. Quando dopo 12 ore rimetto i
piedi per terra sono a Puerto Varas. 

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Puerto Varas è un paese nella regione di Los Lagos,  abbastanza remoto e abbastanza turistico
da avere un negozio monomarca Patagonia e uno The North Face, ovviamente con
prezzi ridicolamente alti. Le case sono quasi tutte indipendenti, colorate e
fatte di legno. Ci sono cani sciolti in giro per la città che scodinzolano
quando ti avvicini. Trovo una caffetteria bellissima, si chiama “la
Gringa”, dove mangio dell’ottimo hummus con verdure crude e succo di
frutta.  

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poi ricomincia il viaggio.
Trovo un autostop e un tipo cileno che sorride mi porta verso il confine con
l’Argentina. La mia idea era di traversare a piedi il confine, passando tramite
una serie di laghi grazie a dei battelli e coprendo la distanza a piedi.
All’ufficio turistico mi dicono che è pericoloso, per via della neve. Provo in
tutti i modi a convincerle a mandarmi, e alla fine acconsentono. Il problema è
che quando telefonano al proprietario dei traghetti (è solo uno che gestisce il
tutto) risponde di no. Capitolo chiuso. Vado in strada e mi piazzo col pollice
tirato su. 

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Josè è il classico tipo
tranquillo. Io non parlo spagnolo e lui non parla inglese. Comunichiamo lo
stesso, grandi sorrisi e gesti. Poi mi spiega che è meglio se passo il confine
in bus, quindi mi lascia appena prima del passo. 

Rivedo la neve.

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Ultimo viaggio in
bus. 

“You know, with any art
(writing or painting, maybe especially), you will never 100% say what you want to,
what is in your heart to say, but you try to come as close as possible and you
try each time to write something to come closer and to be better and more open
and feeling.”

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