Vitamina C

me ne sto in disparte. stretto stretto fra le mura in cartapesta dell’appartamento, sdraiato per terra su un tappetino da yoga da 4 euro. L’immagine della confezione raffigurava una bella ragazza in posizione del loto che sorrideva.
ho sempre bisogno di prendermi del tempo per riflettere sulle cose e farmene una ragione quando succedono, cosa che alla fine si riduce all’accettare e resistere alla voglia di scappare e lasciarsi tutto alle spalle. 
Gas si sposa. Il mio socio d’infanzia, quello con cui sono cresciuto e condiviso un sacco di tempo si sposa. Il che in se non è chissà cosa, lo so che la gente nel mondo là fuori si sposa come le mosche, ma mi butta addosso lo stesso una discreta dose d’ansia. odio crescere, realizzare il tempo che passa mi fa una paura fottuta. Oltretutto il bastardo ha scelto di farlo il 2 gennaio, che è la data perfetta per mandare a puttane uno dei due periodi dell’anno in cui non devo lavorare: viaggio in USA saltato, se ne riparla fra 7 lunghissimi mesi di prigione/lavoro. Quindi, mentre cerco un motivo qualsiasi per poter giustificare il mio nervosismo e la sensazione di trovarmi dentro un labirinto, me ne sto con le gambe socchiuse a ripetere il mantra “checcazzo” e respirare, facendo finta che la meditazione faccia effetto. 

A 28 anni ti rendi conto che la prospettiva di vita più luccicante ai tuoi occhi è di riuscire a comprati un furgone per viverci dentro e levarti fuori dai coglioni. ancora un anno di lavoro per un po’ di libertà. fuori i camion della spazzatura prendono i rifiuti e li vanno a buttare nella discarica. Le ciminiere delle fabbriche sempre aperte non smettono neppure un secondo di buttare fumo tossico in aria. Non si inceppano mai, non si fermano mai. Continuano a produrre ammassi di cose che poi vengono buttate appena esaurite. sono macchine perfette. il livello di entropia del mondo moderno è un sistema basato sull’usa e getta. usa e getta le cose usa e getta le persone. 
Sono contento per Gas se lui è contento così. Credo che le nostre strade si siano separate ormai già da tempo. 
Guido la notte. Mi metto a dormire per un paio d’ore fuori ad un autogrill in Emilia Romagna dove l’aria puzza di allevamento intensivo mi sveglio che ho voglia di bere una spremuta. Stropiccio gli occhi, accendo l’aria calda e riprendo a guidare.

Se avessi una ragazza la aspetterei fuori dall’aeroporto, o in stazione. La porterei a cena fuori in un posto carinissimo. Gli regalerei il mio vinile preferito. Gli farei il thè caldo prima di andare a dormire. Gli svelerei i miei segreti più segreti. Gli chiederei se ha freddo e mi alzerei presto per andare ad allenarmi senza fare rumore, uscendo di casa in punta di piedi. Le riporterei un fiore strappato dall’aiuola di qualcuno e le preparerei una spremuta con i biscotti.  

Tuttavia non ho una ragazza, la mia prospettiva di vita rimane quella di vivere in una macchina e levarmi dalle palle. Quindi mentre scarto una merendina col naso gocciolante in cima al monte San Vicino penso che si cresce e tutte le stronzate annesse che ne conseguono fanno parte della vita. Che volevo essere nella fottuta America, ma anche qui non va poi tanto male. Che a casa mi preparerò una spremuta. Soffio il naso sulla felpa e credo che deve essere bello fidarsi di una persona per scegliere di viverci assieme. che io attualmente non sarei mai pronto per una cosa del genere, mai e poi mai, le mie cicatrici devono ancora smettere di prudermi, chissà se smetteranno. Ma quello che conta alla fine non è con chi sei, ma avere delle prospettive. Preparare una spremuta, mi sembra già abbastanza. 

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