i supereroi sono morti tu sei il prossimo.

è proprio difficile capire le relazioni umane. rifletto che passiamo il tempo a cercare una persona per poi, una volta trovata, chiuderci in essa e guardare fuori con un misto di diffidenza e curiosità il mondo fuori degli altri. Ascolto una band che viene da un posto sperduto dell’Iowa in America. un posto che, almeno sulla carta, dovrebbe essere ben peggio del parcheggio dove sono adesso, anche se le nuvole coprono ogni montagna e il buio sta arrivando veloce a fondersi sul grigio scuro dell’asfalto.
avresti voluto essere un supereroe? io mai nella vita.
preferisco tenermi le mie paure e non funzionare quasi mai nel modo giusto, non aiutare gli altri, pensare a me stesso e vivere alla giornata quanto più posso. è la quarta notte di fila che dormo in macchina.
sono da solo, è vero, e se mi fermo a rifletterci, in effetti, sembra triste a trent’anni mangiare cibo d’asporto scadente e non avere una ragazza qui accanto con cui parlare.
un vero peccato che questo parcheggio non possa diventare il centro dell’universo per una notte. essere in due ad ascoltare la musica e magari anche ridere stretti nello spazio chiuso in cui siamo rintanati. mi manca parlare del futuro, quello si. Ma se ragioni così vorresti essere in una macchina più comoda, in un posto migliore, essere altrove e fare altro. se ragioni così vuoi vivere da supereroe.
è triste mangiare cibo d’asporto perché non vuoi sederti da solo al ristorante, dice un mio amico, anche se io a quello ci ho fatto il callo e mi sembra una cosa come un’altra. anche quando il tizio mi chiede quante paia di bacchette mi servono, io rispondo distratto solo un paio, senza farci neppure troppo caso.
dopo aver fatto a pezzi ogni straccio di relazione ci chiediamo perché siamo soli. Io un supereroe non ho mai voluto esserlo. voglio essere uno di quegli animali che si sforza di vivere anche se gli uomini trovano divertente sterminare lui e tutta la sua specie per un motivo qualsiasi socialmente riconosciuto accettabile. tipo gli agnelli che oggi mangiate a pasqua.
fuori la pioggia ticchetta e io mi copro i piedi nudi col sacco a pelo.
è assurdo come lo spazio vitale possa essere ristretto in pochi metri. ho la mia bici accanto, la felpa di wildtee come cuscino e sono già stanchissimo anche se sono le otto e mezzo di sera. avrò avuto bisogno di recuperare.
I supereroi saranno in giro a far festa, acclamati dalle persone. io mi accontento di essere solo me stasera.

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