+ FINE BEFORE YOU CAME +

Bene prima che arrivassi.
una premessa, ho scritto al gruppo perché avrei voluto fargli un’intervista, ma
mi hanno risposto, in modo gentilissimo come al solito, che per scelta dal 2012
non rilasciano interviste.
Quindi, tutto ciò che segue potrebbe tranquillamente far schifo a loro, è
frutto del mio cervello. 

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Ho chiamato i miei
insuccessi sfortuna / maledetta sfortuna
(FBYC – Vixi)

Se qualcuno mi chiedesse quali sono i dischi più importanti
nella mia vita non avrei dubbi e ci metterei dentro anche quelli dei Fine
Before You Came. Nome inglese, cantano in italiano. Vengono da Milano e si sono
formati nel 2009.  I testi sono scritti dalla
voce del gruppo, si chiama Jacopo Lietti, e le volte che l’ho visto mi è sempre
sembrato un tipo molto alla mano. Sempre tra la gente fino a un secondo prima
di andare sul palco a suonare. Un giorno lo avevo vicino in un locale a Padova
dove hanno suonato un concerto acustico. Io mi ero ordinato un’aranciata. Non
ci ho parlato perché non avrei saputo cosa dirgli e non volevo passare da
fastidioso fan sfigato. Lietti è anche il fondatore della casa discografica
Legno (Havah/Stormo), nonché voce del gruppo Verme, che per me è un’altra
istituzione. Ho sempre pensato (sbagliando a quanto leggo in Internet) che il
nome derivasse da un pezzo dei Raein; qui dicono che invece viene da Don’t Make Me Walk My Own Log dall’album Sultans of Sentiment dei The Van Pelt,
band di New York del 1993 – il vecchio chitarrista era quello dei Native Nod,
che invece mi piacciono parecchio. 
Ho scoperto che questo gruppo venne pubblicato da Green Records, aka Giulio Repetto (mio amico nonchè ultrarunner) a cui i membri del gruppo consegnarono una cassetta durante un concerto degli Eversor, gruppo storico emo core (e fighissimo) di Lele Morosini (altro mio amico) e suo fratello Marco.
Bello pensare che i nodi si richiudono e si stringono fra persone a te vicine.

Gusti a parte, tornando ai FBYC, cosa che è oggettiva è che
sa scrivere, ha scritto dei pezzi incredibili e che potrebbero essere la
sintesi della vita di una persona in una frase.

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Oggi è una così bella
giornata
Oggi è una così bella gornata
e io v
orrei
che tu tornassi a casa
per cena
(FBYC – Natale)  

EMO vecchia scuola. Non è difficile avvicinare i FBYC ai
Mineral, per dire. Che poi a dire EMO le persone si spaventano, di base perché sono
disinformate, hanno pregiudizi, o semplicemente non capiscono un cazzo. È come
leggere un libro per teenager: c’è tanta merda la fuori, è vero, ma a volte ti
capita di leggere delle cose profondissime, spiegate in modo semplice e senza
troppi orpelli.
Insomma, come quando hai 15 anni e sei incazzato col mondo. O innamorato. O sei
convinto di aver perso l’amore della tua vita. O magari sei anche adulto. Perché
ti imbarazza pensare di provare le stesse cose anche quando oramai avresti
dovuto essere più maturo. Però quando sei da solo in casa e non hai tutti i
filtri imposti dalla società, ci pensi.

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Io non ho paura del
buio
Meglio non vedere che cercare invano di evitare
Il soffitto, attendo da ore che mi crolli addosso
ma non illuderti
non
esistono risarcimenti
per quello che hai perso
per quello che non hai avuto
mai/ Buio
Qua attorno non c’è che buio
Mi concentro su un particolare e
tutto mi è chiaro
vedo la nostra fine
(FBYC – Buio)

Tutto l’LP di SFORTUNA ha un filo comune, è una specie di
raccolta di frammenti dello stesso argomento, è un’analisi piuttosto fredda e distaccata
su un argomento che invece ti fa ancora torcere le budella. Non ci  ritrovo autolesionismo, quanto più continuare
a battere sui lividi per mantenerli
sempre viola.
Basso martellante, batteria a tratti violenta e la voce che non
è accessoria al gruppo, ma vera e propria arma principale. Provate ad ascoltare
Fede e ditemi che vi ha lasciato privi di emozioni.

Tutti hanno smesso di
chiedermi di te
non sei più niente
il tuo numero non lo ricordo più
non pesi niente

Nella tua vecchia casa ora vive
una coppia con un figlio
è un bambino silenzioso vestito da adulto
con fare da adulto

Il bar in cui andavamo a fare colazione ha cambiato gestione
ha la pretesa di essere pulito
serve brioches di cartone

Ho regalato il tuo
vecchio spazzolino a un povero senza una mano
mi ha chiesto “capo è sicuro?”
gli ho detto “io non la amo.”

Io non mi son mai
vestito da adulto

Quella canzone che
ascoltavamo andando al mare non l’ascolto più
quella canzone che ascoltavamo andando al mare non mi piace più
non l’ascolto più

Da quando tutti hanno
smesso di chiedermi di te
(FBYC- Fede)

Dal vivo i Fine Before You Came sono indemoniati. Il cantante
punta gli occhi verso un punto nel vuoto e inizia a strillare, le vene del
collo che si gonfiano, la bocca spalancata. Una scarica di adrenalina. Ti trovi
ad urlare i testi a memoria facendoti spazio tra i corpi per cercare di
arrivare davanti con la voce che ti rimane. Gomitate in faccia, mani sul naso,
legnate sulle costole: vuoi arrivare davanti e urlare. Vuoi urlare perché in
questa follia collettiva ci sei dentro anche tu, perché quelle cose che normalmente
ti imbarazzi anche solo a pensare ora le puoi urlare. E ora che il basso sta
martellando sai che sta per iniziare il delirio. Corri e sei già pronto con i
pugni chiusi. Le urli in faccia a te stesso e a tutti gli altri.
Vuoi arrivare davanti e urlare

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Come faremo ora che
tutto è come prima
lascia questi vestiti sporchi e aspettami
altrove

Ai colori pastello ho
sempre preferito il nero
che senso aveva dirtelo

Avrò paura di non
riconoscerti
ma ho tutto il tempo per capire come fare a stupirti
che la città è piccola e il viaggio incerto e il tempo no, non passa mai

E anche se sto fermo
tu
Non passi mai
Non passi mai

Intanto è sempre più
caldo
dalle finestre entran sirene
dai rubinetti esce il sudore tu
intanto è sempre più caldo
dalle finestre entran sirene
dai rubinetti esce il sudore e tu
vestita di verde
sei altrove
o è un cerchio che si chiude.
(FBYC- O è un cerchio che si chiude)

I Fine Before You Came lasciano sempre scaricare la loro completa discografia dal loro sito. Supportate le band comprando merch e andando ai concerti.

Discografia:
2006 – Fine Before You Came (I Dischi de L’Amico Immaginario/Black Candy/Audioglobe)
2009 – S F O R T U N A (La Tempesta Dischi/Triste/Ammagar)
2012 – Ormai (La Tempesta Dischi)
2013 – Come fare a non tornare (La Tempesta Dischi)
2017 – Il numero sette

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