ISPO 2019- Di Davide Grazielli

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Quest’anno il Capodanno cinese combaciava con la fiera di Monaco: c’era scritto su un cartello e sulla faccia dei cinesi del padiglione C, che avrebbero voluto essere ovunque tranne che in una fiera a Monaco di Baviera al freddo.

Comunque, mi è sembrata una bella coincidenza che questo in cui entriamo sia l’anno del Maiale, perché in fondo dell’ISPO non si butta via niente, proprio come si dice del povero animale, se siete consumatori. I tedeschi apprezzano, viste le quantità di wurst che girano nei giorni della fiera.
Rileggendo il pezzo di Paco, mi sono messo a pensare a cosa è cambiato in questo anno, e quindi quest’anno vi beccate le mie, di riflessioni sparse.

– il mondo dell’outdoor forse non crescerà, ma almeno sopravvive. Gli altri (escluso la bici) sono già al life support, quindi non stiamo molto a lamentarci e va bene così. Consumare consumiamo tutti, e dell’ambiente ce ne frega solo per far vedere che siamo dei fighi. Le tre/quattro aziende a cui gliene frega davvero qualcosa, stanno facendo degli sforzi allucinanti per farti capire che è inutile comprare un miliardo di cose. Ma alla fine vogliono comunque che ti compri le loro, altrimenti il gioco finisce.

– Siamo pieni di superfluità. Ma certi più di altri.

– Non ci sono più gli sticker fighi di una volta.

– Non solo il tema “cibo vegetariano” è nettamente trascurato, anche quello del “cibo economico” in fierà è tabù. Ma se sei smart ed hai alle spalle trenta anni di ISPO (si, quando c’era anche l’estivo ed in Italia si faceva il MIAS), qualcosa a scrocco sai sempre trovarlo. O sei onesto e vai da Master e candidamente dichiari che sei passato anche per il migliore cibo della fiera.

– Vibram ha un forno e gente che prepara ingredienti dalla mattina alle 9:00.
Mai visto uscire una pizza.

– Non ho comprato niente, ma sono riuscito ad arraffare delle nuove tazze termiche da caffè. 

– Solo Luca Albrisi capisce la necessità di avere diverse dimensioni di tazze termiche. Per fortuna che almeno è tuo amico.

– La Polizia non l’ho vista e vivo bene lo stesso.

– La scena dello snow forse è morta. Forse no. Insomma non ve lo so dire perché dei padiglioni snowsports ho visto praticamente solo DPS perché sono i più fighi. Di sicuro a Pejo è viva e lotta con noi. I borghipster di Gentilucci non fanno manco più freeride o arrampicata: vanno con la loro singlespeed agli eventi vestiti più strani possibile per farsi notare a fare niente e sembrare indaffarati quando l’unico appuntamento che hanno è con l’oblio.

– Le liquirizie salate di ALTRA sono sempre buonissime e Pier è l’unico che sa di cosa parla quando si discute di scarpe. Anche Francesco Orrico (ma lo scrivo solo perché mi ha portato i proto delle SPIN ULTRA).

– Il mondo dell’outdoor secondo me non è maschilista. Ma preferisco non inoltrarmi nel discorso o mia mamma mi sgrida.

– La fashion blogger che lo scorso anno si lamentava di avere pochi follower perché non mostra il culo ed in realtà mostra le tette ed i prodotti che le sganciano, quest’anno ha iniziato a far vedere anche un po’di parte bassa rilanciando. Ha sempre pochi follower, era vestita in maniera orrenda e resta materiale buono per le barzellette.

– La gente ama ancora bere una birra quando ha finito, ma con moderazione, oramai, che siamo vecchi.

– Nello stand Patagonia non ho visto le ragazze carine (tranne le Green Girls, loro sono sempre di qualità). Nessuna mi ha mai dato il suo numero, ma mi sta bene perché ho già quello della più carina di tutte, ed è il mio stesso di casa.

– Non ho ancora capito cos’ha Denis nel trolley. Lui noncurante resta un figo e sguinzaglia per la fiera le sue Denis’Angels

– Il futuro, per gli addetti ai lavori, è la TV. Però devi stare attento a non farti beccare a guardare nella scollatura della presentatrice.

– James era da Mammut. Non tornerà mai più in Canada. Ma è un figo e sono convinto che prima o poi dalle cucine avvelenerà tutto il mondo outdoor come gesto estremo per la salvaguardia del mondo.

– I Cospiratori si riconoscono ovunque. E sono l’unica vera boccata d’aria: caso vuole, sono tra i pochi con cui hai fatto dei discorsi interessanti.

– Le scarpe in GTX continuano ad essere uno dei misteri del trail running.

– Andrea Benesso è comunque e sempre il più elegante in fiera e non ha bisogno di una camicia a scacchi per sembrare uno che ne sa.

– La superficialità regnerà anche nel 2019. Perché lo siamo noi, in fondo. Ma almeno non finiremo come quelli che al B6 giocavano a calcio su una pavimentazione elettronica senza la palla. Puro onanismo.

– Se pensi che gli E-Games abbiano una ragione di essere all’ISPO, probabilmente non stai leggendo il blog di URMA, quindi è inutile parlarne.

– Francesco Gentilucci è stato il personaggio dell’ISPO 2019. Senza neppure essere presente. Solo lui poteva creare questo paradosso. Non mi ha ancora ridato quei dieci euro, quindi potete essere sicuri che la mia non è una leccata di culo come la sua dello scorso anno.

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