+ MINERAL +

Immagino sia piuttosto comune che le persone a un certo punto della propria esistenza si innamorino e che in altri si sentano sole. Mi sono spesso chiesto se questo
sentimento capita anche a coloro che hanno una relazione amorosa seria e stabile. Quelle che si
addormentano nelle braccia di una persona, la stessa, da molto tempo.

Mi pare che si perda un sacco di tempo a farsi delle seghe mentali sull’amore, a vivisezionarlo biologicamente e poeticamente. Credo che sia una cosa normale, come ogni altra emozione, come la rabbia o la paura. Certo è un’emozione forte, su questo non ho nulla da dire. A me di innamorarmi è capitato solo una volta credo. Vorrei dire
che non lo ricordo poi così bene, ma le sensazioni sono più durature di ogni
fotografia e nel mio cervello spesso risuonano echi di parole dette, di profumi mai scordati e immagini dai bordi netti che distinguo di solito quando non riesco a dormire la notte. Le vedo e le rivedo rivivendole nel sonno e svegliandomi con polvere di denti digrignati in bocca.
A
volte credo che vorrei andare da uno strizzacervelli per aiutarmi a cancellare
tutto questo.
Altre volte mi chiedo cosa farei se potessi decidere di inghiottire una pillola per cancellare
via la memoria, ma da quello che so non esistono pillole così.
La verità è che, quando sei con l’unica persona con la quale vorresti essere in
un determinato momento, il tempo si ferma e le cose al di fuori sono ovattate,
sbiadite, poco importanti. Credo che sia questo più o meno quello che si prova quando si è innamorati di qualcuno, il fatto che il resto non esista. 

Se lo hai provato o se lo provi devi fare il conto che tutti questi momenti sono passeggeri. Ma durano più di quanto il tempo passi in fretta, restano anche a distanza di anni. A volte non li dimentichi più, anche se, cazzo si, a volte vorresti  smettere di pensarci.
Io non lo so sul serio se ne vale la pena di innamorarsi.
Si può fingere di essere innamorati?

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Nella metà degli anni ‘90 in Texas le persone si innamoravano. Si innamoravano negli angoli di uno degli stati più conservatori degli USA e si innamoravano anche nella capitale, Austin, un po’ più più progressista.
Erano gli stessi anni in cui c’erano i Sunny Day Real Estate e di sicuro qualcosa era successo in quegli anni. Non si aveva più paura di esprimere le emozioni per esempio, e non si pensava ancora alla vendita di emozioni a fini commerciali. 
O almeno, i Mineral non ci pensavano proprio

Time doesn’t always heal
It just breathes and swallows memories
Like the seasons change
Sending showers beating flowers
Into the mud
Helpless we are crying out
But we will love someday and how
The last word is rejoice
How will I drink from that stream
How will my heart sing your praise
How will I lay down in green grass fields
When my soul is so afraid to

Mineral – Sounds Like Sunday

“Il tempo non guarisce
sempre.
Semplicemente, respira e ingoia ricordi.
come cambiano le stagioni
mandano acquazzoni, abbattono fiori,
nel fango.

E nulla è per sempre
in un posto come questo.
Nulla tranne il modo in cui il mio cuore si incastra nelle tue mani
il respiro che la speranza trattiene
e il dolce, costante sapore di grazia.

Siamo stati fortunati a piangere oggi,
perché un giorno rideremo.”


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I Mineral erano dei punk del Texas che suonavano con assoluta sincerità e il loro stile particolare. Nel 1994 crearono un demo, inciso da Kerry McDonald dei Christie Front Drive, una cosa fondamentalmente casalinga, di nome Audio Concept. Il disco aveva qualcosa di eccezionale, chi lo ascoltava (i pochi fortunati) ne rimanevano affascinati. Venne ristampato e un tizio di nome Jeff Matlow, che viveva in Colorado e scriveva una fanzine ne rimase ammaliato. Si mise in contatto con loro al più presto e gli chiese di incidere il disco per la sua etichetta, la Crank! Records, un’etichetta sempre piccola, ma che aveva buttato fuori tutta la musica Emo più interessante del momento. 

I Mineral passavano oltre i corpi, entravano nelle cose e facevano tremare i muri. I loro testi erano splendidi e i passaggi dal melodico alle sonorità più punk non lasciavano spazio all’apatia.

Un giorno i Mineral si trovarono a Los Angeles. Li aveva contattati un’etichetta enorme, di quelle che facevano andare in giro i loro artisti su jet privati.

Si ritrovano in un hotel di lusso, dove Dr.Dre è in un’altra stanza a registrare e gli viene fatta una proposta economica impensabile, da un tizio incravattato che non li ha mai presumibilmente ascoltati, ma misura le cose in quanti dollari si possono guadagnare. 

Insomma, la Interscope Records aveva capito che il loro era un talento cristallino, e ne avrebbe potuto guadagnare centinaia di migliaia di dollari vendendoli in giro. Le loro canzoni sarebbero diventate i tormentoni estivi di milioni di teen-ager americani in tutto il mondo.Anche la  Elektra Records di New York, sussidiaria dell’Atlantic Music Group, che a sua volta fa parte della  Warner Music Group si mostrò interessata. 
Il ragionamento in quegli anni era semplice: i Nirvana hanno portato un mucchio di soldi, prendiamo tutte le band là fuori che suonano roba rumorosa che potrebbe diventare i nuovi Nirvana. 
Era il punto di svolta.
Era come quando nei film c’è il tizio sfigato destinato a una vita mediocre che fa qualcosa per cui diventa un uomo di successo, e la tipa bellissima che prima non se lo cagava si innamora perdutamente di lui. Il sogno americano, ma non solo; è il sogno di ogni occidentale, come noi, che viviamo nella speranza che a un certo punto ci guadagnamo il paradiso, perché cazzo, ce lo meritiamo. 

I Mineral firmarono per Interscope Records.
Nel contratto c’era la clausola di diritto di primo rifiuto, in sostanza la produzione aveva la prima parola su tutto quello che veniva scritto dalla band.  
La band sarebbe stata libera di vendere i suoi progetti futuri, solo dopo il rifiuto della Interscope. Nel frattempo avevano terminato il loro secondo lavoro, End Serenading che tuttavia suonava ancora troppo punk e troppo poco commerciale per essere apprezzata dai mass-media. Venne rifiutato dalla Interscope e venne edito di nuovo da Crank! Records. I Mineral prometteranno un terzo album a Interscope Records, dove iniziarono a lavorare con Mark Trombino, produttore dei Blink 182, la band pop-punk che tutti abbiamo ascoltato almeno una volta su Mtv. 

I wouldn’t mind if you took me in my sleep tonight
I wouldn’t even put up a fight
I wouldn’t care if you took it all away today
I’m sure I wouldn’t even miss the pain

But I know I’ve got to live my life
And roll around on the ground and feel the strife
And realize along the way that I’m nothing more
Than a grain of salt in the salt of the eart
And everything is grace

So come on with the darkness
Come on with the fear
Cause I’ve got to start somewhere
And it might as well be here

When I’m finally naked and standing in the sunlight
I’ll look back at all of this selfishness and foolish pride
And laugh at myself


Mineral – Parking Lot


“Non sarebbe un problema se mi prendessi stanotte, nel sonno.
Non tenterei nemmeno di combattere.
Non mi importerebbe nulla se oggi ti portassi tutto via.
Sono sicuro che non mi mancherebbe nemmeno il dolore.

Ma so che devo vivere la mia vita,
Rotolarmi sul pavimento e sentire la lotta,
E capire lungo la strada che non sono nulla di più
Di un granello del sale della Terra,
E che tutto fa parte della grazia.

E allora che venga l’oscurità,
Che venga la paura.
Dovrò pure iniziare da qualche parte,
E allora tanto vale che sia da qui.

Quando sarò finalmente nudo, alla luce del sole,
Penserò a tutto questo egoismo, a questo stupido orgoglio,
E riderò di me stesso.”

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SI può fingere di essere innamorati?
Forse no.

I Mineral non produssero mai un terzo album. Non produssero mai nulla di commerciale. Un giorno i membri si guardarono allo specchio e non riuscirono a sostenere il proprio sguardo.  Il cantante Chris Simpson e bassista Jeremy Gomez decisero di lasciare la band. 
I Mineral si sciolsero ufficialmente nel 1998. 

Si può fingere di essere innamorati?
Forse no. 

But people like you and me never get that peace
It comes from denying that everything is so screwed up
It’s so screwed up

Mineral – Slower

 

“Le
persone come me e te non sentono mai quella pace
che nasce dal negare che è tutto andato a puttane.”

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Discografia: 
1997 – The Power of Failing (Crank! Records)
1998 – End Serenading (Crank! Records)

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