+ CUMBRE

Una ragazza di fronte allo specchio si chiede se il vestito a
fiori che ha scelto sarà adatto. È una ragazza magrolina praticamente senza
seno, lo specchio riflette le sue occhiaie profonde, il vestito ha parecchi
vuoti, le arriva appena sopra le ginocchia. Lei sa che non è una di quelle
ragazze per cui i ragazzi si girano, in vita sua non è mai capitato che
qualcuno abbia suonato il clacson vedendola passare. Lei non lo sa, ma la sua
bellezza timida, poco appariscente, è limpida e reale.

Black eyes are
printed of blue
red lips are stained of happiness
your wings are green tonight
you are not with me tonight
Cumbre – White Bee

32 minuti è la durata delle 9 tracce dell’LP che mi ha
spedito Niki via lettera. Riconosco sempre la sua calligrafia sulla busta,
aggraziata e d’altri tempi. immagino sia uno abituato a scrivere le cose con
una penna in mano. Presumo che scrivesse non solo perché a scuola lo
obbligavano, ma perché ne avesse capito la potenza della scrittura, poter dire
qualcosa che hai dentro a qualcuno. Forse ancora usa la penna e a casa ha un
sacco di fogli pieni di poesie, di disegni e di scarabocchi. Per quel poco che
ne so di Niki e che ho capito di lui è uno che scrive dei pezzi che mi mettono
i brividi, a volte faccio fatica a capirli perché io non sono mai stato in
grado di scrivere qualcosa di bello. Saper dire qualcosa è un conto, ma avere
un senso estetico nelle parole, modificarne le forme e curarne i dettagli per
renderli aggraziati, quello, è un’altra cosa.  È per questo che anche se ci eravamo parlati
due volte in croce volevo a tutti i costi un suo pezzo sulla mia fanzine. Poi
Niki mi ha chiesto di scrivere per Rust Exposure. Credo che Niki apprezzi il
fatto che vado sempre a fondo alle cose in modo sincero, nel bene e nel male, e
a dirla tutta quando mi è arrivato l’LP a casa l’ho lasciato lì qualche giorno
senza farlo suonare. Questo perché anche se mi piace essere sfrontato la verità
è che ognuno di noi porta dentro di se dei lati oscuri e paurosi.  È quello che mi attrae di Niki nel suo fare
le cose, lo spessore sentimentale che spesso non bada a tenere nascosto. Credo
che Niki porti dentro di sé il peso insopportabile di innamorarsi veramente
delle cose, e la morte, che è solo l’altra metà esatta della vita.

La neve cade in
giardino
ed è il mio cuscino.
luce blu
e polvere blu.
viene buio
adesso
e i vostri occhi
li ho visti tutti
(tra i cristalli).
Cumbre – Neve

 Partiamo da un presupposto. Credo che i Cumbre vadano
suonati a volume alto. Sentirli a volume basso, e magari con le cuffie equivale
a immaginarsi un bosco con l’odore di un albre magique in macchina. Presuppongo
dipenda da come la musica è stata concepita. Io per esempio ho sempre pensato
che semmai avessi avuto un gruppo sarebbe stato qualcosa che ti ascolti la sera
in camera a volume basso, perché prima delle etichette, dei generi e tutte
quelle stronzate, la musica è solo scrittura in un altro modo: due persone che si
parlano. I Cumbre hanno iniziato a suonare con volumi alti, con la luce soffusa
e con il caldo fuori.
Le vibrazioni dei bassi, la forza che viene data alla batteria e la pelle che si
consuma sulle corde della chitarra allora diventano reali e la ripetitività
delle canzoni assume un senso profondo e viscerale. è un’atmosfera che scava i
ricordi e porta suoni distorti a
fondersi con voce e dissonanze in un insieme estetico. Per quanto mi
rigurda Neve è forse la mia canzone preferita, anche se troppo breve. Le prime
volte che l’ho ascoltata mi ha dato l’idea che sarebbe dovuta finire
diversamente, durare di più.

La ragazza si guarda allo specchio un’ultima volta e esce. Lei
non lo sa ancora, ma una macchina la investirà e morirà sul colpo. Il suo
vestito a fiori strappato.

Mezz’ora in cui devi lasciarti andare alle sensazioni
profonde, senza categorizzarle e senza applicarci il filtro di cosa sarebbe
giusto o sbagliato. Dopo aver ascoltato Neve un sacco di volte credo invece che
finisca esattamente nel momento in cui debba finire. Perché anche le cose
interrotte fanno parte della nostra vita e se eravamo stati disposti ad
innamorarci ne è valsa la pena. Avremo ricordi, porteremo cicatrici con
orgoglio. Interruzioni drastiche, sinfonie lontane e malinconiche, ma anche
tratti di melodia rendono l’ascolto dell’LP difficile ma anche intenso e
ripagante. È una notte in estate in cui succede qualcosa di inaspettato.

Ascolto i Cumbre a palla, al massimo che le casse del mio
impianto da due soldi possono andare. È buio e dallo spiraglio della stufa
percepisco la fiamma del fuoco che brucia la legna. Erano alberi in un bosco e
sono diventati fuoco. La ragazza non avrà più domande. Il suo vestito non era
adatto. Lei era bellissima anche se nessuno glielo aveva mai detto.
Io non smetterò di ascoltare questo LP.

questo pezzo è stato scritto per la fanzine indipendente
Rust Exposure

Grazie Niki.

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