I bambini coccodrillo

Ero
in fissa per questa canzone quando ero alle superiori. Al Liceo avevo
questa prof di inglese, tale prof.Tiberi, una persona che dovrebbe stare
in galera per truffa allo Stato invece che sui banchi di scuola. Ho
sempre avuto il sospetto, anche se è semplicemente un’evidenza di fatti,
che la Tiberi non conoscesse l’inglese. Erano altri tempi, certo,
internet era arrivato da poco, e di sicuro il livello richiesto per
insegnare era minimo, ma non l’ho mai sentita dire più di cinque parole
in fila in lingua inglese. Era chiaro: era un’incompetente che ha rubato
uno stipendio per un sacco di anni (ora non so se ancora insegna, se è
in pensione o è morta, a me cambierebbe in sincerità poco).

La
prof Tiberi, oltre a presentarsi di solito a lezione con una buona
mezz’ora di ritardo, passava le ore di lezione a leggere il giornale o a
farci cantare le canzoncine per bambini ritardati. Avete presente “Ten
little crocodile boys”? Ecco, quello era il livello raggiunto da me e i
miei compagni di classe alle superiori, a 17 anni. Durante una lezione
di recupero ricordo che chiesi alla prof se potevamo tradurre delle
canzoni che avevo portato. A sua discolpa devo dire che non era stata la
sola a darmi il debito perché “ero quello punk” nonostante alle
interrogazioni andavo bene. I prof ci tenevano a penalizzarmi per come
mi vestivo, la musica che ascoltavo e i capelli che portavo. Il disagio
era collettivo, costante e la norma assoluta in un ignorante Liceo di un
paese di provincia. La Prof di inglese era semplicemente l’output del
sistema collettivo generalizzato della scuola, era ben integrata in
esso, non era una pecora nera. Era una prof incompetente, come gran
parte delle altre, niente di eccezionale.

Trascrissi a mano il
testo di questa canzone copiandolo dal libretto del CD e portai anche
Adam’s Song dei Blink 182 (in quei tempi andava alla grande in radio) e
un’altra canzone dei Rise Against.
Dopo aver letto mi disse che
erano canzoni che non avevano un senso, erano parole inventate. Che
erano alla Nirvana, per capirci: parole messe in modo più o meno
casuale. Riguardo Adam’s Song mi disse che parlava di un ragazzo, ma non
si capiva perchè era in slang (non c’è una singola parola in slang
nella canzone nda); le chiesi che significava Strung Out (il nome del
gruppo) e mi rispose “forte fuori”. Non sto scherzando, lo ricordo come
fossi oggi.

Quando sono andato all’università il confronto è
stato impietoso; gli altri parlavano tutti inglese, alle superiori
avevano fatto viaggi studio all’estero, parlavano e capivano lezioni,
canzoni e conversavano con tutti. Io mi sentivo deficiente.

Ho
scoperto dopo qualche anno che anche quelle canzoni parlavano di
tematiche reali come la dipendenza, temi di critica sull’inquinamento e
l’ambiente. Adam’s song è una canzone su un adolescente che si suicida.
Sarebbero state tematiche che di sicuro avrei sentito più vicine a me che non la canzone sui bambini coccodrillo.
In quel momento però, io ero il deficiente, la prof batteva le mani a tempo e mi guardava male perchè non ci mettevo passione.

One little, two little, three little crocodiles
Four little, five little, six little crocodiles
Seven little, eight little, nine little crocodiles
Ten little crocodile boys

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