15/08/2020 Davide “Pelle” Pellegrini e Matteo “Zambo” Zamboni

“Parti dal Passo Rolle e smetti di camminare in Panarotta.” cit.

Quella sera in cui abbiamo sentito parlare di questa “folle” attraversata ci sembrava un qualcosa di impossibile, sicuramente non alla nostra portata per quest’anno. Abituati a giretti domenicali di 30 km, farne più del doppio sembrava surreale. E infatti, l’idea iniziale era quella di affrontare questa Translagorai in due giorni.. 

Poi una lenta opera di convincimento di Paco:
“e poi l’adesivo è veramente figo, fa un figurone sulla bici, sulla macchina o sulla thermos..”
“vabbè facciamo che io intanto ti lascio la traccia qua poi vedrai se fare l’educato ragazzo della SAT di Trento o il punk”

Ok, ci si prova.
Venerdì sera qualche ora di riposo a Ziano, sveglia alle 3 e per le 4.15 siamo sul sentiero davanti a malga Rolle. Neanche mezz’ora e partono le prime bestemmie. Piede in una pozza ben camuffata per Zambo e scarpa completamente mizza. (va beh, manca poco dai, solo 70 km). Con qualche errore di percorso notturno, proseguiamo, arrivando a Malga Sadole verso le 10.45 (26 km circa), primo vero check point e punto acqua, in cui ci fermiamo per una sosta. Questa parte inziale è sicuramente molto impegnativa e le condizioni non erano favorevoli, vista la forte pioggia della sera precedente che ha reso viscido il terreno e difficoltosa soprattutto la discesa prima dell’arrivo alla malga. 

Il panino e la coca-cola ci hanno rigenerati e ripartiamo belli gagliardi in direzione passo Manghen. Il sentiero si fa già più “confortevole” e senza particolari intoppi arriviamo al lago delle Stellune, dove M49 ci doveva attendere per il ristoro. Purtroppo si è dimenticato. Acqua finita e ultime due ore in crisi di fame e sete. 

Arriviamo così al rifugio Manghen (53 km) completamente sfatti.
Scambio di sguardi non molto rassicurante. Rimandiamo la decisione se proseguire o meno dopo l’ennesima coca-cola e un bel panino allo speck, che anche questa volta fa il miracolo. Ripartiamo, ore 18.45, ne abbiamo ancora 10 a disposizione per conquistarci il famigerato adesivo.. “e poi gli ultimi 9 km sono tutti in discesa”.. 

Carichissimi proseguiamo fino alla selletta sopra il Sette Selle. Cala il buio e anche per noi inizia a spegnersi la luce. Con qualche acciacco che inizia a presentarsi, raggiungiamo verso le 22 l’ultimo rifugio. “dai che mancano “solo” 13 km.. e gli ultimi 9 sono in discesa, dicevano”..
Da qui in poi, cala il silenzio anche tra di noi. Tra stanchezza e un ginocchio ormai andato, procediamo a velocità da allegra famigliola SAT, in gita domenicale. Vediamo il traguardo anche se in realtà è molto distante. Mancano 9 km, e la strada sta ancora salendo.
Maledetto Paco!

Non sappiamo bene neanche noi come, ma ci tiriamo fino alla Panarotta.
All’arrivo, previsto per mezzanotte, la nostra autista ci aspetta nel mondo dei sogni, ormai da un po’. Ore 2.15 del mattino.

Racconto tragico. Un po’ lo è stato. Ma in realtà una grande esperienza, mistica quanto basta. Un po’ di allenamento in più non avrebbe guastato. Diciamo che abbiamo cagato fuori dal vaso.
Ma comunque ce l’abbiamo fatta.. e ora attendiamo il nostro adesivo! 

Avendola provata, ci vogliamo complimentare con tutti quelli che l’hanno portata a termine (con dei tempi spaventosi!) e con chi ci ha provato!  

Un ringraziamento speciale a Paco che ci ha sopportato nella preparazione e supportato durante questo viaggione, che in un giorno solo ci ha mostrato posti fighissimi! Ne è valsa la pena!

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